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L’intervento psicomotorio nei disturbi dello spettro autistico nell’età evolutiva e adulta

L’intervento psicomotorio nei disturbi dello spettro autistico nell’età evolutiva e adulta

Lo scopo del seminario sull’intervento psicomotorio nei disturbi dello spettro autistico è quello di fornire una strumentazione valida dal punto di vista riabilitativo ed educativo in linea con le caratteristiche del disturbo stesso, con l’età di insorgenza e conseguentemente di diagnosi, che avviene generalmente in età precoce, ma soprattutto è in linea con una modalità di supporto alla persona che necessita sempre di più un approccio multidisciplinare e di equipe in grado di accompagnare l’intera vita del soggetto.
La letteratura recente ha messo in evidenza come l’incidenza del disturbo dello spettro autistico sia in continuo aumento: ad oggi è pari ad 1 su 77 bambini (dato relativo in Italia al 2021). Negli ultimi tre decenni si è quindi assistito ad un notevole incremento della percentuale delle diagnosi che ha portato  gran parte delle ricerche a focalizzarsi non solo sulle cause del disturbo, ma anche sulle modalità di comprensione del fenomeno e degli interventi riabilitativi da adottare per consentire al soggetto i migliori livelli di qualità di vita possibile e le maggiori possibilità di sviluppo di tutte le sue aree di funzionalità (essendo l’ASD un disturbo pervasivo della persona che interferisce con la capacità di adattamento del soggetto all’ambiente nel quale vive).
La precocità della diagnosi, che generalmente non viene formalizzata prima dei 3-4 anni di età, e la presenza di segnali di rischio in età ancora più precoce che interessano il disturbo della comunicazione, l’interazione sociale e l’aria di sviluppo motorio della persona, che si evidenziano tra i 18 e i 24 mesi di vita, ha portato a percepire sempre di più la necessità di un approccio che tenga in considerazione non solo il quadro deficitario determinato dalla patologia ma anche il quadro di sviluppo generale della persona con le difficoltà, regressioni e momenti di pausa che sono tipici di tale sviluppo. L’osservazione e l’individuazione sempre più precoce dei comportamenti considerati a rischio per la strutturazione dell’ASD ha imposto un’attenzione sempre più centrale alla dimensione corporea e alla modalità con la quale il bambino prova a costruire un primo adattamento al mondo, pur nei limiti dettati dalla sua patologia, e quindi al gioco, entrambi cardini centrali dell’intervento psicomotorio e neuropsicomotorio.
La sfida nel trattamento del disturbo dello spettro autistico, data dall’insorgenza precoce, è perciò duplice: da un lato l’intervento sulle difficoltà, carenze del soggetto determinate dalla patologia stessa, dall’altro la necessità di accompagnare la persona all’interno delle normali complicazioni e impedimenti propri del processo evolutivo, che non si arresta alla crescita somatica della persona ma perdura per tutto l’arco della vita dalla nascita fino all’età senile. Da qui l’importanza della considerazione di un percorso riabilitativo-educativo che non interessi solo l’età evolutiva in senso stretto, ma che si allarghi alla considerazione di tutto il percorso di vita dell’individuo: un’azione in grado di accompagnare gli sviluppi, le regressioni, gli insviluppi che sono tipici di qualsiasi individuo affetto o no da una forma di disabilità. 
Il quadro del Disturbo dello Spettro Autistico ben collima con la modalità di intervento psicomotorio e neuropsicomotorio che mira a favorire lo sviluppo integrale della persona e delle sue aree di funzionalità (cognitiva, motoria e psicosociale) in tutte le fasi della vita al di là, ma anche in considerazione delle carenze, delle difficoltà e disabilità che possono essere presenti. La Psicomotricità vede infatti possibile effettuare nuovi apprendimenti e costruire nuove reti neuronali dall’età evolutiva fino all’età senile; in tutto il percorso di sviluppo della persona è possibile effettuare nuove connessioni e nuove reti neuronali se si sottopone la persona ad una adeguata stimolazione. La disciplina psicomotoria riconosce inoltre che la riabilitazione assume nel caso dell’ASD un significato particolare in quanto la persona che ne è affetta sta affrontando sia le conseguenze di un evento patogeno che la normale complessità dello sviluppo dell’essere umano, come avviene in tutte le patologie con esordio in età precoce; nel trattamento del disturbo dello spettro autistico è quindi più idoneo parlare di un processo abilitativo, dato dall’integrazione del percorso riabilitativo ed educativo, che diventa una vera e propria sfida evolutiva che copre l’intero ciclo della vita della persona.

OBIETTIVI
Obiettivo formativo del seminario clinico applicativo sarà quello di fornire uno  strumento di elezione per l’intervento abilitativo-riabilitativo ed educativo nei Disturbi dello Spettro Autistico di tipo integrato costituito da tecniche a mediazione corporea, dalla Psicomotricità, con speciale attenzione a quella Relazionale, e dalla Neuropsicomotricità, che vedono le aree di funzionalità dell’individuo (area motoria, cognitiva e psicosociale) strettamente in relazione le une con le altre, concependo quindi il cambiamento del soggetto solo relato ad una azione complessa su tutte le sue aree di sviluppo prese in considerazione come strettamente legate le une alle altre.
Nell’ASD i deficit sono connessi tra loro in modo circolare, le caratteristiche dell’autismo si perdono l’una nell’altra (Newson E., 1979); in tale ottica, quindi, i Disturbi dello Spettro Autistico sono disturbi pervasivi che colpiscono la persona nella sua totalità, anche se con modalità e gradi differenti, e perciò un approccio psicomotorio-neuropsicomotorio, che prende in considerazione la persona nella sua globalità data dall’unione inscindibile di mente e corpo, che formano l’unità psicosomatica, in relazione all’ambiente, può risultare vincente sia sul piano educativo che riabilitativo (Bernard Aucouturier), per la presa in carico di persone con ASD. 
L’ISS parlando dell’intervento sui disturbi dello spettro autistico afferma che «l’intervento più appropriato deve essere formulato sulla base delle caratteristiche individuali del soggetto» e, prosegue, «secondo il parere degli esperti è consigliabile adattare l’ambiente comunicativo, sociale e fisico delle persone con ASD fornendo suggerimenti visivi, riducendo le richieste di interazione sociale complesse, seguendo una routine e un programma prevedibile, utilizzando dei suggerimenti, minimizzando le stimolazioni sensoriali disturbanti».
Nella pratica clinica, come in quella educativa, possiamo rilevare come tali raccomandazioni abbiano sempre costituito il perno centrale nel contesto di osservazione e intervento psicomotorio e neuropsicomotorio:
- per quanto concerne l’intervento individualizzato l’approccio psicomotorio e neuropsicomotorio si basa su un’attenta osservazione dell’individuo e del gruppo attraverso protocolli specifici in grado di evidenziare le caratteristiche personali e permettendo quindi poi di effettuare interventi sempre più personalizzati;
- in merito ai suggerimenti visivi e a seguire una routine e un programma prevedibile, la psicomotricità risponde bene a tali richieste: basta pensare all’importanza della costruzione del setting, l’organizzazione della seduta attraverso dispositivi spazio-temporali fondati su regolarità, prevedibilità, coerenza sono elementi costitutivi dell’intervento psicomotorio;
- la strutturazione dello spazio psicomotorio permette oltre allo svolgimento dei vari livelli di gioco, anche spazi di comunicazione e di rielaborazione consentendo così di lavorare su un obiettivo comune attivando precisi codici di scambio;
- la necessità di minimizzare poi le stimolazioni sensoriali disturbanti è un obiettivo centrale nella prima fase del progetto riabilitativo che richiede sia un’osservazione attenta del soggetto, sia la raccolta di informazioni provenienti dalla famiglia, permettendo di elaborare profili sensoriali specifici ed individualizzati.
Il tutto si inserisce all’interno di un quadro in cui azione spontanea e area di gioco sono cornici essenziali per dare significato all’esperienza dell’individuo; l’area del movimento corporeo va infatti intesa come spazio in cui le progressive acquisizioni e apprendimenti si possono integrare a partire dal riconoscimento dell’altro, in una dimensione che apre al soggetto uno spazio simbolico di condivisione di stati emotivi e mentali.

COMPETENZE ACQUISITE
La parte teorica permetterà:
- l’acquisizione di tecniche di osservazione e valutazione neuropsicomotoria e psicomotoria (da applicare in contesti educativi e clinici a scopo screening e di osservazione clinica valutativa del singolo e delle sue aree di funzionalità); 
- l’apprendimento della nosologia neuropsichiatrica e psicopatologica del disturbo (classificazioni nazionali e internazionali);
- l’acquisizione di un linguaggio comune di base interdisciplinare in grado di favorire il lavoro di equipe e la presa in carico del soggetto, senza mai perdere di vista l’aspetto emotivo;
- l’acquisizione delle conoscenze per la strutturazione del setting nel rispetto delle caratteristiche sensoriali dell’utenza; 
- lo sviluppo e l’apprendimento di una nuova strumentazione a mediazione corporea da mettere in campo sia in un’ottica abilitativa che riabilitativa nella presa in carico del soggetto con Disturbi  dello Spettro Autistico in modo da favorire il riequilibrio e lo sviluppo delle aree di funzionalità della persona attraverso un approccio olistico. 
L’approccio clinico che si sviluppa tramite il corpo e il movimento e il potenziamento delle competenze relazionali permetterà il riequilibrio delle aree abilitanti dello sviluppo carenti in relazione alla patologia.  Attraverso la metodologia neuropsicomotoria e psicomotoria, che insieme alle difficoltà riconoscono e valorizzano potenzialità e unicità della persona, si può accompagnare il soggetto nella conquista delle competenze necessarie all’adattamento all’ambiente circostante e all’acquisizione della miglior qualità di vita possibile. 
L’originalità dell’intervento neuropsicomotorio fatto di una attenta osservazione e valutazione psicomotoria permette di non attivare protocolli predefiniti, ma al contrario di riuscire a costruire percorsi “cuciti” addosso alla persona nel riconoscimento dei suoi bisogni e delle sue necessità attivando quindi interventi abilitativi e riabilitativi incentrati sulle capacità della persona e non solo sulle sue inefficienze e difficoltà e ponendo al centro dell’azione il corpo e il movimento, come elementi essenziali per l’adattamento alla vita per l’individuo.

SBOCCHI OCCUPAZIONALI
Il corso fornisce una strumentazione aggiuntiva rispetto al quadro professionale di partenza con cui potersi inserire in:
- Nell'ambito del SSN e Regionale in qualità di dipendente o libero professionista;
- Cooperative di servizi;
- Comunità terapeutiche;
- Libera professione;
- Strutture educative ed enti locali;
- Ambulatori medici e/o ambulatori specialistici;
- Strutture pubbliche e private di riabilitazione neuropsicologica.

MODALITA' DI EROGAZIONE
La formazione sarà effettuata in modalità online.
Sarà suddivisa in:
- Lezioni magistrali;
- Lettura e supervisione di casi clinici trattati dallo specialista
- Laboratori pratici/esperienziali effettuabili in modalità online
La scelta di tenere il seminario in modalità on-line risulta in linea rispetto all’analisi del mercato in cui sempre di più si avverte la necessità di una formazione di qualità ma facilmente accessibile a tutti, in grado di abbattere le distanze fisiche ed allargare la possibilità formativa a tutto il territorio nazionale, mantenendo alti gli standard qualitativi sia dal punto di vista pratico-esperienziale che teorico.


Cliccando sul bottone ISCRIVITI verrai indirizzato alla pagina di APL – Psicologi Lombardia, nostro partner in questa formazione, per procedere col pagamento della quota di iscrizione.
Ti invitiamo poi a contattare la nostra Segreteria (info@neuro-psicomotricisti.it) per concordare se pagare la quota restante in soluzione unica o a rate.

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